Campi di utilizzo

Il Problema dell’inquinamento negli edifici.


L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è una conseguenza delle attività delle lavorazioni che vi si svolgono, dei materiali di costruzione e decorazione impiegati e dell’affollamento dovuto alle persone .
A queste fonti, nelle aree urbane, si aggiungono gli agenti inquinanti presenti nell’aria esterna. Entrambi le fonti di inquinamento vengono generalmente prese in considerazione nel progetto degli impianti di ventilazione o trattamento dell’aria degli edifici civili anche se, i risultati ottenuti spesso non soddisfano i requisiti richiesti dalle normative. Viceversa, negli edifici industriali, dove è di gran lunga prevalente l’emissione di inquinanti, come conseguenza di lavorazioni o processi, il controllo è esercitato pressoché esclusivamente su tali effluenti.

Gli edifici civili, soprattutto del settore terziario, e in particolar modo quelli per uffici, sono stati oggetto di ampie ricerche per determinare la composizione e gli effetti dei contaminanti aerodispersi in essi presenti.
E’ infatti negli edifici civili che la dimensione della “sick building syndrome” – così viene indicata negli Stati Uniti la tipica sintomatologia che affligge gli occupanti di edifici “malati” – ha raggiunto livelli considerevoli.
Nel grafico che segue, si sintetizzano i risultati ottenuti negli Stati Uniti dal National Institute of Occupational and Safety & Health (NIOSH) su un’indagine condotta su 350 edifici al fine di determinare le principali cause di malessere dovute alla qualità dell’aria. Oltre all’individuazione di ben specifici gruppi di inquinanti, il risultato dell’indagine rileva come la causa di gran lunga preponderante sia insita negli stessi impianti di climatizzazione per errata progettazione, conduzione e manutenzione.

Batteri e funghi sono diffusi in numero elevatissimo di specie. I funghi si stanno di recente rivelando una minaccia finora largamente sottovalutata. Essi rappresentano un quarto dell’intera biomassa del pianeta, ma la loro conoscenza è ancora superficiale negli effetti sull’uomo e sugli animali. Mentre nei climi freddi le probabilità di contrarre gravi malattie di origine fungina sono rare, ben diversa è la situazione nei climi tropicali e subtropicali. Alla luce delle ricerche più recenti, poi, il limite di 1000 CFU/m3, considerato fino ad oggi accettabile, appare eccessivamente ottimistico.
Su un campione di 125 edifici di rilevanti dimensioni è stata riscontrata una presenza massiccia di microrganismi negli impianti di condizionamento nel 9% dei casi; una vera e propria emergenza dal punto di vista igienico e sanitario se si considera che funghi e batteri sono all’origine di numerose affezioni dermatologiche ed allergiche e non di rado responsabili di patologie più generali. In alcune circostanze la disinfezione degli impianti ha consentito una subitanea diminuzione di fenomeni allergici a carico di coloro che occupavano i locali interessati.
Le tabelle che seguono elencano i microrganismi più diffusi nei filtri d’aria degli impianti di climatizzazione e nelle bacinelle di raccolta dei condizionatori.

 


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